Messa di Gloria

Per soprano, due tenori, basso, coro e orchestra, in mi bemolle maggiore.

Composta in parte da Provesi nel maggio-giugno 1833, revisionata da Verdi nell’agosto 1835.

Testo liturgico.

Autografo, parzialmente di Provesi e di anonimo: Busseto, Biblioteca della Fondazione Cassa di Risparmio e Monte di Credito su pegno.

Prima esecuzione: Busseto, Chiesa di S. Anna, 15 settembre 1835.

Organico: due flauti, due oboi, due clarinetti, fagotto, due corni, due trombe, archi, organo.

Struttura:

1. Kyrie

Kyrie. Coro e orchestra

Christe. Tenore I, tenore II, orchestra

Kyrie. Coro e orchestra

2. Gloria

Gloria in excelsis Deo. Basso, coro e orchestra

Qui tollis. Soprano, coro e orchestra

Cum sancto Spiritu. Coro e orchestra

In vista di una possibile esecuzione nella Collegiata di Busseto il 24 agosto, festa di San Bartolomeo patrono della città, Verdi, probabilmente sollecitato da Barezzi e dai Filarmonici, nella primavera del 1833 lasciò Milano dove stava ancora studiando con Lavigna, per raggiungere Busseto dove, fra i primi di maggio e il 20 giugno, compose con la guida e forse la collaborazione di Provesi una parte della Messa, cioè l’inizio del “Gloria”. La morte di Provesi, avvenuta il 26 luglio, fu forse una delle cause che mandarono a monte il progetto; ma in ogni caso Verdi il 20 giugno era tornato a Milano, non più interessato a proseguire nella composizione della Messa. Quando Verdi torna a Busseto alla fine di giugno 1834 con il progetto di far decadere Giovanni Ferrari dall’incarico di maestro di cappella che era stato di Provesi – progetto perseguito soprattutto da Barezzi, da Giuseppe Demaldè e da Carlo Verdi – si pensa nuovamente a un’esecuzione della Messa il 24 agosto, ma probabilmente è lo stesso Capitolo della Collegiata che non ne ritiene opportuna l’esecuzione. Dall’inizio del nuovo anno 1835 Verdi è nuovamente a Milano, termina gli studi con Lavigna e a fine luglio è a Busseto. Probabilmente in vista di una terza possibile esecuzione, Verdi revisiona e amplia la partitura, ma ancora una volta essa non approda all’esecuzione nella Collegiata, dove invece viene eseguita una Messa a cappella composta da Ferrari. Infine, aggirando fra l’altro il divieto di eseguire nelle chiese di Busseto musiche con strumenti che era stato emanato da Maria Luigia il 29 agosto 1835, la Messa viene eseguita nella Chiesa di S. Anna, fuori le mura, il 15 settembre, festa della Vergine addolorata. Venne poi nuovamente eseguita nella Chiesa arcipretale di Croce Santo Spirito, una frazione di Castelvetro Piacentino, l’8 ottobre 1837: “Sulle dieci e mezzo di quel giorno da tutti i buoni benedetti con eletta musica del Sig. Giuseppe Verdi da Busseto, fu celebrata la Messa solenne. E dissi eletta musica, quale cioè a sacra ceremonia conveniva; perché in essa erano le armonie sì bene accomodate alla significazione de’ sacri concetti che ti destavano nell’animo i sentimenti più vivi della pietà e della Religione. La quale cosa diciamo tutta a lode del Sig. Verdi, che noi pensiamo discostarsi del vero colore (ed è vaghezza ai non pochi anche egregi maestri) che nelle sacre funzioni introducono musicali concetti, propri solo a ricreare gli spiriti, come s’usa ai Teatri” (Antonio Piazza?, “Gazzetta privilegiata di Milano”, 25.10.1837).